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01:45
Rai Storia
Ch: 54
Venerdì 24/09/2021
(55m)
Paesaggi culturali Cos'è un paesaggio culturale? E quali sono i paesaggi culturali considerati patrimonio dell'Umanità? Il concetto di 'cultural landscape' è stato inserito negli anni '90 dall'UNESCO nelle linee guida operative per l'attuazione della Convenzione. Ha introdotto una nuova fondamentale dimensione nella nozione di patrimonio. Il paesaggio culturale rappresenta, infatti, l'interazione tra l'ambiente e l'uomo; è la risultante del rapporto tra l'elemento naturale e le forze sociali ed economiche. I paesaggi culturali mostrano l'evoluzione della società umana nel tempo, con l'influenza dell'ambiente naturale circostante, sia con i suoi limiti che con le proprie opportunità. Questa puntata sarà un viaggio fra alcuni dei meravigliosi paesaggi culturali italiani riconosciuti dall'UNESCO. Sono la Val d'Orcia, i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, i Sacri Monti, le Cinque terre, e il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano, Paestum e Velia. Paesaggi evocati anche dalla letteratura che ha descritto la geografia interiore di quei mondi trasfigurandoli. Un viaggio alla scoperta di luoghi che sono organismi complessi, armoniosi e vitali. Un giacimento di storie, di vitalità immaginativa e spirituale.
 
03:40
Rai Storia
Ch: 54
Venerdì 24/09/2021
(50m)
Stagione: 2017. Elio Fiorucci: Stato libero Fiorucci è il nome di un uomo, di un modo di vedere il mondo, di un progetto imprenditoriale che ha cambiato la storia della moda italiana e non solo. Fiorucci è il nome di un fenomeno d'avanguardia che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, ha rivoluzionato il Pop. Fiorucci è un mondo dentro il quale convivono tante parti di mondo, culture, tendenze, innovazioni, arti. Fiorucci è l'universo magico dei suoi concept store, da quello di Milano a quello di New York, passando per Tokyo, Sydney e Los Angeles. Fiorucci è la moda. È la velocità con cui cambiano le mode. È la creatività capace di creare un territorio in cui la cultura e i consumi non sono più scissi. Lo stilista diventa egli stesso un'icona del mondo che rappresenta. Perché le novità che propone coincidono con i desideri degli acquirenti, perché è un cosmopolita che quando viaggia non entra solo nei musei, ma si incanta, come fa la generazione del rock e del pop, davanti alle minigonne di Mary Quant, ai kilt riadattati, alle pianelle cinesi, ai montoni afgani, ai camicioni messicani, e soprattutto davanti alle pubblicità americane della Coca-Cola, delle donnine con le forme a cuore, delle ragazzine con i calzettoni, le treccine e le magliette a righe. Fiorucci regala sogni quotidiani, perché nei suoi negozi fa circolare il sound dei Beatles, offre caffè, ha un mercatino dell'usato, perché ha fatto dei suoi store posti meravigliosi in cui trascorrere il pomeriggio. Fiorucci vince perché fa. Fa il nuovo sintonizzandosi sul movimento della società, proponendo stili di vita, mai mode. Vince perché propone la felicità, da sempre simbolo del suo modo di essere: dagli angioletti vittoriani degli esordi ai nanetti del periodo di Love Therapy, dalle manette di peluche alle t-shirt con Topolino, Fiorucci costruisce un mondo ludico, infantile e malizioso allo stesso tempo, favolistico ma anche immerso nella realtà.
 
16:00
Rai Storia
Ch: 54
Venerdì 24/09/2021
(60m)
Stagione: 2019. Gaber Gaber: libero come un uomo A raccontare le storie del signor G. sono tre generazioni. Quella di Giorgio Casellato, suo arrangiatore e organizzatore e Ombretta Colli, l'amore di una vita, quella della figlia Dalia Gaberscik e quella del nipote Lorenzo Luporini, 22 anni. Con il contributo di Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber, di Paolo Rossi e di Walter Veltroni. Gaber si forma con il jazz, suona il rock'n'roll quando pochi in Italia lo fanno e, all'apice della popolarità e del successo televisivo, molla tutto e si dedica al teatro, anzi crea un genere nuovo: il Teatro-canzone, ispirato ai récital francesi, a quel Brel che tanto ammirava. L'anno di svolta è il 1970: in tournée con Mina, viene visto sul palco da Paolo Grassi e Giorgio Strehler che gli propongono di scrivere uno spettacolo tutto suo per il Piccolo di Milano. "Il Signor G" debutta al Teatro San Rocco di Seregno il 28 ottobre 1970 e dal gennaio del 1971 è al Piccolo Teatro di via Rovelli di Milano. C'è una presenza che lo accompagna senza mai mostrarsi, un pittore e poeta di Viareggio conosciuto in un bar milanese alla fine degli anni 50. E' Sandro Luporini. Con lui nasce un'amicizia profonda e un sodalizio artistico totale. Sandro è l'altra metà di Gaber, da "Barbera e champagne" a "Io se fossi dio". Gaber negli anni '70 conquista il pubblico, soprattutto giovane, teatro per teatro. I ragazzi - quelli del Movimento - vanno ai suoi spettacoli per vedere "che cosa ha da dirci oggi". L'idillio finisce col decennio...
 
03:30
Rai Storia
Ch: 54
Sabato 25/09/2021
(60m)
Stagione: 2019. Gaber Gaber: libero come un uomo A raccontare le storie del signor G. sono tre generazioni. Quella di Giorgio Casellato, suo arrangiatore e organizzatore e Ombretta Colli, l'amore di una vita, quella della figlia Dalia Gaberscik e quella del nipote Lorenzo Luporini, 22 anni. Con il contributo di Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber, di Paolo Rossi e di Walter Veltroni. Gaber si forma con il jazz, suona il rock'n'roll quando pochi in Italia lo fanno e, all'apice della popolarità e del successo televisivo, molla tutto e si dedica al teatro, anzi crea un genere nuovo: il Teatro-canzone, ispirato ai récital francesi, a quel Brel che tanto ammirava. L'anno di svolta è il 1970: in tournée con Mina, viene visto sul palco da Paolo Grassi e Giorgio Strehler che gli propongono di scrivere uno spettacolo tutto suo per il Piccolo di Milano. "Il Signor G" debutta al Teatro San Rocco di Seregno il 28 ottobre 1970 e dal gennaio del 1971 è al Piccolo Teatro di via Rovelli di Milano. C'è una presenza che lo accompagna senza mai mostrarsi, un pittore e poeta di Viareggio conosciuto in un bar milanese alla fine degli anni 50. E' Sandro Luporini. Con lui nasce un'amicizia profonda e un sodalizio artistico totale. Sandro è l'altra metà di Gaber, da "Barbera e champagne" a "Io se fossi dio". Gaber negli anni '70 conquista il pubblico, soprattutto giovane, teatro per teatro. I ragazzi - quelli del Movimento - vanno ai suoi spettacoli per vedere "che cosa ha da dirci oggi". L'idillio finisce col decennio...
 
16:00
Rai Storia
Ch: 54
Sabato 25/09/2021
(60m)
Di Fabrizio Marini - Con Paolo Mieli - Produttore Esecutivo Sara Mariani - v.pag.526 TLV - Attraverso le parole e le sue canzoni il racconto dell'eredità morale, i ricordi più intensi e i luoghi più cari a Fabrizio De Andrè.
 
19:05
Rai Storia
Ch: 54
Sabato 25/09/2021
(50m)
Giovanni Paolo I: il Papa del sorriso Il breve pontificato di Giovanni Paolo I: il Papa del sorriso. - Di Antonia Pillosio Con Paolo Mieli Produttore esecutivo Sara Mariani
 
01:00
Rai Storia
Ch: 54
Domenica 26/09/2021
(60m)
Giovanni Paolo I: il Papa del sorriso Il breve pontificato di Giovanni Paolo I: il Papa del sorriso. - Di Antonia Pillosio Con Paolo Mieli Produttore esecutivo Sara Mariani
 
03:00
Rai Storia
Ch: 54
Domenica 26/09/2021
(60m)
Di Fabrizio Marini - Con Paolo Mieli - Produttore Esecutivo Sara Mariani - v.pag.526 TLV - Attraverso le parole e le sue canzoni il racconto dell'eredità morale, i ricordi più intensi e i luoghi più cari a Fabrizio De Andrè.
 
16:00
Rai Storia
Ch: 54
Domenica 26/09/2021
(60m)
Stagione: 2020. Alberto Moravia - Appunti di viaggio Scrittore e intellettuale impegnato, Alberto Moravia è stato tra i più autorevoli testimoni degli eventi politici e sociali che hanno caratterizzato la nostra storia, e non solo, nel secolo scorso. Dall'avvento del fascismo, nei primi anni '20, fino alla creazione del Parlamento europeo, dove lo scrittore romano si è impegnato personalmente per sostenere le ragioni del disarmo e della pace, Moravia è stato un attento osservatore delle traversie del suo tempo. Tra i viaggi che maggiormente l'hanno segnato, la visita in Unione Sovietica subito dopo la destalinizzazione, l'incontro in Cina con i giovani maoisti all'epoca della rivoluzione culturale e la scoperta del continente africano che descrive raccontando i mutamenti in atto in molte aree di quell'universo primitivo. "La bomba atomica - sosteneva - non è stato un incidente di percorso della nostra civiltà. In realtà ne è parte integrante. È giunto il momento che gli uomini prendano coscienza di quanto i conflitti possano essere inutili e distruttivi e della necessità di bandire la guerra dalle attività del genere umano. È necessario, per la salvaguardia della vita, creare il tabù della guerra. Come da sempre esistono altri tabù, che ci difendono dal caos e dall'autodistruzione, si potrebbe instaurare tra gli uomini questa nuova convenzione sociale." Partecipano alla trasmissione la scrittrice Dacia Maraini, per lungo tempo compagna di Moravia, lo storico Lucio Villari, lo scrittore Lorenzo Pavolini e il critico cinematografico Adriano Aprà che - insieme a Gianna Cimino, nipote dello stesso Moravia, e a Nour Meiehi della Fondazione dedicata allo scrittore romano - ci restituiscono un Moravia impegnato in senso sociale, civile e culturale, ma svincolato da ogni militanza politica.
 
03:00
Rai Storia
Ch: 54
Lunedì 27/09/2021
(60m)
Stagione: 2020. Alberto Moravia - Appunti di viaggio Scrittore e intellettuale impegnato, Alberto Moravia è stato tra i più autorevoli testimoni degli eventi politici e sociali che hanno caratterizzato la nostra storia, e non solo, nel secolo scorso. Dall'avvento del fascismo, nei primi anni '20, fino alla creazione del Parlamento europeo, dove lo scrittore romano si è impegnato personalmente per sostenere le ragioni del disarmo e della pace, Moravia è stato un attento osservatore delle traversie del suo tempo. Tra i viaggi che maggiormente l'hanno segnato, la visita in Unione Sovietica subito dopo la destalinizzazione, l'incontro in Cina con i giovani maoisti all'epoca della rivoluzione culturale e la scoperta del continente africano che descrive raccontando i mutamenti in atto in molte aree di quell'universo primitivo. "La bomba atomica - sosteneva - non è stato un incidente di percorso della nostra civiltà. In realtà ne è parte integrante. È giunto il momento che gli uomini prendano coscienza di quanto i conflitti possano essere inutili e distruttivi e della necessità di bandire la guerra dalle attività del genere umano. È necessario, per la salvaguardia della vita, creare il tabù della guerra. Come da sempre esistono altri tabù, che ci difendono dal caos e dall'autodistruzione, si potrebbe instaurare tra gli uomini questa nuova convenzione sociale." Partecipano alla trasmissione la scrittrice Dacia Maraini, per lungo tempo compagna di Moravia, lo storico Lucio Villari, lo scrittore Lorenzo Pavolini e il critico cinematografico Adriano Aprà che - insieme a Gianna Cimino, nipote dello stesso Moravia, e a Nour Meiehi della Fondazione dedicata allo scrittore romano - ci restituiscono un Moravia impegnato in senso sociale, civile e culturale, ma svincolato da ogni militanza politica.
 
16:00
Rai Storia
Ch: 54
Lunedì 27/09/2021
(50m)
Stagione: 2019. Grazia Deledda Una signora piccola, i capelli bianchi e gli occhiali dalla montatura di metallo, sotto braccio ad un signore con cappello e baffi: sono Grazia Deledda e suo marito Palmiro Madesani, in viaggio a Stoccolma, nell'unico documento filmato che li ritrae. La riservatezza di Grazia Deledda è nota: le piaceva poco mostrarsi, parlava pochissimo, osservava moto. A tutt'oggi, tra le 14 scrittrici premio Nobel della letteratura, è l'unica italiana.
 
22:10
Rai Storia
Ch: 54
Lunedì 27/09/2021
(50m)
Episodio: 3. Le ville dell'ozio Un viaggio tra le ville, le delizie, i 'sollazzi' reali, e le residenze extraurbane del potere dall'età romana fino al XIX secolo. Tra i siti UNESCO italiani è rappresentata una straordinaria serie di resti archeologici, complessi monumentali ed edifici storici fatti costruire in ogni epoca dalle élites al potere: imperatori romani, prìncipi rinascimentali, sovrani settecenteschi. Sono le ville e le residenze costruite fuori dai centri urbani e dedicate ai cosiddetti 'ozii', alle arti, alla letteratura, o al relax del potere. Edifici che, proprio perché ispirati da una maggiore libertà creatrice dei committenti, hanno spesso raggiunto forme architettoniche e artistiche più alte e innovative, vere e proprie espressioni di un'epoca. Il racconto di 5 straordinari siti del patrimonio mondiale UNESCO: Villa di Oplontis a Torre Annunziata, Villa Adriana, Villa d'Este, Ville e Giardini Medicei, Residenze Sabaude
 
02:45
Rai 1
Ch: 1
Martedì 28/09/2021
(55m)
Stagione: 2020. Mike Bongiorno Il racconto dell'avventurosa vita del personaggio che in Italia è sinonimo di "televisione". Mike Bongiorno, viene chiamato per lanciare la televisione nel 1953, durante la fase sperimentale, divenendo poi il cerimoniere del genere televisivo per antonomasia, il quiz: da "Lascia o Raddoppia", a "Campanile sera", al 'suo' "Rischiatutto", agli altri quiz per la Rai e la Tv commerciale, di cui è stato pioniere, tanto quanto della Tv pubblica. Il racconto prende l'avvio dagli ultimi anni, dal 2004, quando con la coincidenza del cinquantenario della Tv e dei suoi 80 anni, Mike Bongiorno viene celebrato, addirittura proposto come senatore a vita, e con Fiorello ritrova non una seconda, ma un'eterna giovinezza, al punto di diventare un personaggio chiave nel nuovo assetto Rai-Mediaset-Sky. Figlio di Nicholas, avvocato di origine italoamericana, e di Enrica Carello, Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce a New York il 26 maggio 1924. Dopo la separazione dei genitori, madre e figlio tornano in Italia. Il giovane Michael prende parte, come staffetta, alla guerra partigiana. Salvato dalla doppia cittadinanza, torna nella natia New York e compie i primi passi in radio, prima come intervistato, poi come conduttore. Ritorna in Italia nel '53 per restare pochi mesi, ma l'incontro con Vittorio Veltroni, direttore del neonato Telegiornale, determina sia la scelta del nomignolo Mike, che il suo futuro. Aldo Grasso approfondisce con le sue riflessioni il racconto, soffermandosi sui momenti cruciali della sua carriera e su molteplici aspetti della sua personalità. Daniela Zuccoli e Nicoló Bongiorno, moglie e figlio secondogenito di Mike - curatore della sua autobiografia - raccontano il lato privato. Mentre Ludovico Peregrini, e Sabina Ciuffini, autore e "signor no" il primo, valletta storica la seconda, sono i testimoni del "Rischiatutto", il quiz che Mike inventa personalmente e conduce, con enorme successo, dal 1970 al '74.
 
04:10
Rai Storia
Ch: 54
Martedì 28/09/2021
(50m)
Stagione: 2019. Grazia Deledda Una signora piccola, i capelli bianchi e gli occhiali dalla montatura di metallo, sotto braccio ad un signore con cappello e baffi: sono Grazia Deledda e suo marito Palmiro Madesani, in viaggio a Stoccolma, nell'unico documento filmato che li ritrae. La riservatezza di Grazia Deledda è nota: le piaceva poco mostrarsi, parlava pochissimo, osservava moto. A tutt'oggi, tra le 14 scrittrici premio Nobel della letteratura, è l'unica italiana.
 
10:30
Rai Storia
Ch: 54
Martedì 28/09/2021
(60m)
Episodio: 3. Le ville dell'ozio Un viaggio tra le ville, le delizie, i 'sollazzi' reali, e le residenze extraurbane del potere dall'età romana fino al XIX secolo. Tra i siti UNESCO italiani è rappresentata una straordinaria serie di resti archeologici, complessi monumentali ed edifici storici fatti costruire in ogni epoca dalle élites al potere: imperatori romani, prìncipi rinascimentali, sovrani settecenteschi. Sono le ville e le residenze costruite fuori dai centri urbani e dedicate ai cosiddetti 'ozii', alle arti, alla letteratura, o al relax del potere. Edifici che, proprio perché ispirati da una maggiore libertà creatrice dei committenti, hanno spesso raggiunto forme architettoniche e artistiche più alte e innovative, vere e proprie espressioni di un'epoca. Il racconto di 5 straordinari siti del patrimonio mondiale UNESCO: Villa di Oplontis a Torre Annunziata, Villa Adriana, Villa d'Este, Ville e Giardini Medicei, Residenze Sabaude
 
16:00
Rai Storia
Ch: 54
Martedì 28/09/2021
(50m)
Stagione: 2017. Augusto e i Nomadi Un documentario sulla vita del cantante, poeta e pittore Augusto Daolio e sul complesso più longevo della storia della musica italiana. I Nomadi nascono a Novellara (Reggio Emilia) nel lontanissimo 1963; oggi, a più di mezzo secolo di distanza e ancora guidati dallo storico tastierista Beppe Carletti, portano in giro per l'Italia i loro successi, da "Noi non ci saremo" a "Come potete giudicar", da "Dio è morto" a "Io vagabondo". Una lunga lista di canzoni senza tempo portate alla ribalta dall'inconfondibile voce del cantante Augusto Daolio. Il documentario ricostruisce la storia dei Nomadi, che, partiti come complesso che animava le sale danzanti dell'Emilia-Romagna, incrociano per la loro strada il giovane paroliere Francesco Guccini e diventano ben presto uno dei gruppi italiani più famosi ed amati. I Nomadi attraversano i decenni con alterne fortune, ma sempre coerenti con una visione del mondo osservato dalla parte degli ultimi e seguiti da un pubblico eterogeneo e fedelissimo. "Noi tutti siamo responsabili della bruttezza o della bellezza del mondo"; è attraverso le parole dell'imperatore Adriano nel libro "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar che Augusto Daolio descrive il senso del suo passaggio sulla terra, spezzato prematuramente all'età di 45 anni nel 1992. La storia di Augusto Daolio e dei Nomadi è narrata dalle voci di Beppe Carletti, di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto e "anima" dell'associazione "Augusto per la vita", di Alberto Melloni, tra i massimi esperti italiani di storia del cristianesimo che rivela a sorpresa la sua passione per la musica dei Nomadi, del conduttore radiofonico Felice Liperi, e di Franco Midili, primo chitarrista del gruppo negli anni d'oro del beat.
 
03:45
Rai Storia
Ch: 54
Mercoledì 29/09/2021
(45m)
Stagione: 2017. Augusto e i Nomadi Un documentario sulla vita del cantante, poeta e pittore Augusto Daolio e sul complesso più longevo della storia della musica italiana. I Nomadi nascono a Novellara (Reggio Emilia) nel lontanissimo 1963; oggi, a più di mezzo secolo di distanza e ancora guidati dallo storico tastierista Beppe Carletti, portano in giro per l'Italia i loro successi, da "Noi non ci saremo" a "Come potete giudicar", da "Dio è morto" a "Io vagabondo". Una lunga lista di canzoni senza tempo portate alla ribalta dall'inconfondibile voce del cantante Augusto Daolio. Il documentario ricostruisce la storia dei Nomadi, che, partiti come complesso che animava le sale danzanti dell'Emilia-Romagna, incrociano per la loro strada il giovane paroliere Francesco Guccini e diventano ben presto uno dei gruppi italiani più famosi ed amati. I Nomadi attraversano i decenni con alterne fortune, ma sempre coerenti con una visione del mondo osservato dalla parte degli ultimi e seguiti da un pubblico eterogeneo e fedelissimo. "Noi tutti siamo responsabili della bruttezza o della bellezza del mondo"; è attraverso le parole dell'imperatore Adriano nel libro "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar che Augusto Daolio descrive il senso del suo passaggio sulla terra, spezzato prematuramente all'età di 45 anni nel 1992. La storia di Augusto Daolio e dei Nomadi è narrata dalle voci di Beppe Carletti, di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto e "anima" dell'associazione "Augusto per la vita", di Alberto Melloni, tra i massimi esperti italiani di storia del cristianesimo che rivela a sorpresa la sua passione per la musica dei Nomadi, del conduttore radiofonico Felice Liperi, e di Franco Midili, primo chitarrista del gruppo negli anni d'oro del beat.
 
07:30
Rai Storia
Ch: 54
Mercoledì 29/09/2021
(60m)
Episodio: 3. Le ville dell'ozio Un viaggio tra le ville, le delizie, i 'sollazzi' reali, e le residenze extraurbane del potere dall'età romana fino al XIX secolo. Tra i siti UNESCO italiani è rappresentata una straordinaria serie di resti archeologici, complessi monumentali ed edifici storici fatti costruire in ogni epoca dalle élites al potere: imperatori romani, prìncipi rinascimentali, sovrani settecenteschi. Sono le ville e le residenze costruite fuori dai centri urbani e dedicate ai cosiddetti 'ozii', alle arti, alla letteratura, o al relax del potere. Edifici che, proprio perché ispirati da una maggiore libertà creatrice dei committenti, hanno spesso raggiunto forme architettoniche e artistiche più alte e innovative, vere e proprie espressioni di un'epoca. Il racconto di 5 straordinari siti del patrimonio mondiale UNESCO: Villa di Oplontis a Torre Annunziata, Villa Adriana, Villa d'Este, Ville e Giardini Medicei, Residenze Sabaude
 
16:00
Rai Storia
Ch: 54
Mercoledì 29/09/2021
(60m)
Stagione: 2020. Enrico Fermi - Emilio Segrè Nel primo appuntamento l'obiettivo è sui Nobel per la fisica Enrico Fermi ed Emilio Segrè. Enrico Fermi, fisico teorico e sperimentale dotato di una straordinaria intuizione, era capace di unire conoscenze e acume matematico a un metodo tanto unico da essere identificato con lui e chiamato "metodo Fermi". Nessuno resterà sorpreso quando nel 1938 gli verrà conferito il premio Nobel. Allievo di Fermi, fisico sperimentale con la passione per la chimica, partito da Tivoli e approdato a Berkley, anche Emilio Segrè - molti anni dopo, nel 1959 - riceverà la più alta onorificenza che possa essere attribuita per meriti scientifici. Le loro strade si incontreranno più volte, a Roma, nei felici e proficui anni giovanili passati all'Istituto di Fisica di via Panisperna, e negli Stati Uniti, dove sbarcati da esuli in fuga dalle leggi razziali, continuarono proficuamente la loro attività scientifica. Entrambi vivranno a Los Alamos, lavorando al segretissimo progetto Manhattan per la produzione della bomba atomica, ed erano insieme il 16 luglio 1945 durante il test Trinity quando esplose, nel deserto del New Mexico, la prima bomba al plutonio della storia. Un'esplosione che impressionò perfino Segrè che per un istante ebbe l'idea che l'atmosfera potesse incendiarsi causando la fine del mondo. A raccontare i due scienziati sono Gabriella Sacchetti, nipote di Enrico Fermi; gli storici della fisica Giovanni Battimelli e Adele La Rana; la storica della scienza Miriam Focaccia; la fisica e narratrice Gabriella Greison, e Barry Clark Barish, Premio Nobel per la fisica 2017.
Descrizione: Ugo gregoretti/pif

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